Il mito dei microservizi
I microservizi sono diventati il "santo graal" dell'architettura software. Ma la realtà è più sfumata di quanto l'hype suggerisca.
Quando i microservizi hanno senso
1. Team grandi e indipendenti
Se hai più team che devono lavorare in parallelo senza pestarsi i piedi, i microservizi possono aiutare. Ogni team può deployare indipendentemente.
2. Scaling selettivo
Quando solo alcune parti del sistema richiedono scaling aggressivo, i microservizi permettono di scalare solo ciò che serve.
3. Tecnologie diverse
Se parti del sistema beneficiano di tecnologie diverse (es. ML in Python, API in Node.js), i microservizi offrono questa flessibilità.
Quando il monolite vince
1. Startup e MVP
Per validare un'idea, un monolite ben strutturato ti permette di muoverti velocemente. Potrai sempre estrarre microservizi dopo.
2. Team piccoli
Con meno di 5-6 sviluppatori, l'overhead dei microservizi raramente si giustifica.
3. Domini accoppiati
Se le funzionalità sono fortemente correlate, separarle in microservizi crea solo complessità artificiale.
Il compromesso: modular monolith
La mia raccomandazione? Inizia con un monolite modulare. Struttura il codice come se fossero microservizi, ma deployali insieme. Quando e se sarà necessario, la separazione sarà naturale.
Conclusione
Non seguire l'hype. Scegli l'architettura che risolve i tuoi problemi reali, non quelli che potresti avere in un futuro ipotetico.